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Torino 15 novembre 2018

Lettera aperta

 

Il 29 novembre di ogni anno l’ONU celebra la Giornata Mondiale di Solidarietà con il Popolo Palestinese, in virtù del mandato conferito dall’Assemblea Generale il 2 dicembre 1977.

La Giornata Mondiale di Solidarietà ha tradizionalmente rappresentato un’opportunità per la comunità internazionale di portare la propria attenzione sulla questione palestinese ancora irrisolta. Il popolo palestinese deve ancora vedere conseguiti i propri inalienabili diritti così come sanciti dall’Assemblea Generale ONU: il diritto all’autodeterminazione senza interferenze esterne, il diritto a indipendenza e sovranità nazionali, il diritto di fare ritorno alle proprie dimore e rientrare in controllo dei propri beni dai quali è stato allontanato.

In risposta all’appello delle Nazioni Unite, governi e società civile organizzano ogni anno una vasta gamma di attività per celebrare la Giornata di Solidarietà, così è stato fatto negli anni passati in molte città italiane con la partecipazione e patrocinio di Associazioni, forze politiche, istituzioni.

Anche quest’anno un gruppo consistente di associazioni si sono impegnate per la celebrazione della GIORNATA ONU scegliendo Torino come sede dell’evento e da inizio 2018, coadiuvati dal movimento Pax Christi Italia, attivo per la pace e i diritti umani con gli strumenti della nonviolenza, hanno avviato riunioni periodiche per la sua preparazione presso il Centro Studi Sereno Regis, ben noto in città (e non solo) per l’impegno profuso da lungo tempo a sostegno della pace tra gli esseri umani e con l’ambiente.

Dopo una serie di incontri preliminari, nel mese di luglio, con un programma definito (disponibile sul sito www.giornataonu.it) e la conferma dai relatori invitati al convegno, gli organizzatori, come consueto, hanno chiesto il patrocinio delle istituzioni locali. Sono state numerose le adesioni di enti e istituzioni che, in varie forme, hanno dato sostegno e conforto all’iniziativa. Tuttavia, le associazioni e i gruppi coinvolti intendono esprimere lo sconcerto e il disappunto che hanno provato quando, per lettera, in colloqui diretti e mediante telefonate sono state comunicate le ragioni per cui invece non è stata accolta la richiesta di organizzazione partecipata e sostegno che era stata presentata al Consiglio Regionale del Piemonte e in particolare al Comitato regionale per i diritti umani, in data 18 luglio 2018.

Riteniamo pertanto opportuno rendere chiara la posizione degli organizzatori della “51ª Giornata ONU di Solidarietà con il Popolo Palestinese”, rendendo pubblica la lettera di risposta al Consiglio Regionale del Piemonte, che osservava quanto segue:

«[…]

Ø  Nella lettera inviataci dal Consiglio Regionale in data 25 ottobre 2018 si argomenta che alla nostra “pur lodevole iniziativa” non è stato possibile “attribuire un adeguato sostegno […] poiché la proposta, non compresa nel programma 2018 del Comitato, è pervenuta a pochi mesi dalla conclusione delle azioni progettuali programmate”. Eppure la nostra proposta era stata inviata quasi all’inizio della seconda metà dell’anno; non possiamo sapere con quale tempestività essa sia stata esaminata, ma ci sembra piuttosto strano – e anche poco plausibile nel caso di una gestione oculata dei fondi a disposizione – che al mese di luglio fosse già troppo tardi per inserire eventualmente nel programma del Comitato ulteriori attività.

Ø  Dobbiamo perciò ritenere che siano prevalse piuttosto altre considerazioni, quelle che sono state comunicate o lasciate intravedere in alcuni colloqui e per mail: la risposta negativa sarebbe dovuta al fatto che il Comitato Diritti Umani è neutrale, in quanto espressione di un Consiglio neutrale, perciò non ha potuto condividere un’iniziativa di parte, quale evidentemente è stata ritenuta la Giornata ONU in preparazione per il 1 dicembre.

A nostro parere vanno messi in evidenza almeno due aspetti che svuotano di ogni significato una simile presa di posizione: che l’ONU sia un organismo “di parte” da un lato è strutturalmente insito nella composizione del Consiglio di Sicurezza, sempre esposto al diritto di veto riconosciuto alle cinque maggiori potenze; d’altro lato esiste però anche l’Assemblea, dove hanno voce tutte le nazioni e che si è dimostrata in grado di adottare risoluzioni ben più equilibrate e ben più rispettose delle ragioni della giustizia, del diritto internazionale, del rispetto della dignità delle persone, specie se oppresse.

In secondo luogo, contestiamo l’autoproclamazione di “neutralità”, tanto più quando è stata presa una decisione chiaramente di parte, quale il rifiuto di dare solidarietà al popolo palestinese. Del resto, come potrebbero essere “neutrali” un Comitato, e a monte un Consiglio, espressione delle dinamiche politiche tra maggioranze e minoranze? E come è possibile invocare una presunta “neutralità” quando si soggiace a logiche di potere?

Ø  Dall’insieme delle informazioni ricevute abbiamo infatti capito che nel Comitato e/o nel Consiglio sono emerse “ritrosie” dettate manifestamente dalla paura della reazione della Comunità Ebraica. Al di là del fatto che tra i gruppi organizzatori della giornata vi è anche la Rete Eco (Ebrei contro l’Occupazione), proprio per il rispetto con cui guardiamo alla storia del popolo ebraico e riconosciamo gli orrori delle persecuzioni da esso subite fino ancora al secolo scorso, non vogliamo accettare che a quelle sofferenze il governo di Israele si appoggi per opprimere e perseguitare a sua volta il popolo palestinese. Ci pare che la deriva nazionalista, militarista, machista in atto da decenni faccia torto alle ebree e agli ebrei che in ogni parte del mondo si impegnano per far valere libertà e giustizia anche in Palestina.

Infine, desideriamo concludere sottolineando che la domanda di organizzazione partecipata e sostegno era stata presentata – a nome dell’intero gruppo organizzatore – dal movimento Pax Christi Italia, attivo per la pace e i diritti umani con gli strumenti della nonviolenza e quindi non sospettabile di iniziative illegittime. Inoltre a Torino il gruppo opera presso il Centro Studi Sereno Regis, ben noto in città (e non solo) per l’impegno profuso da lungo tempo a sostegno della pace tra gli esseri umani e con l’ambiente.

Comunichiamo che è nostra intenzione procedere nella massima trasparenza e ci riserviamo perciò di rendere pubblica la nostra posizione.

Augurandoci che queste nostre considerazioni vengano prese in seria considerazione ed eventualmente ci vengano inviate delle controdeduzioni scritte,

inviamo i nostri saluti

 

Per il gruppo organizzatore      

Marco Penno – Pax Christi

Enzo Ferrara   – Centro Studi Sereno Regis

                  […]»